Incontro con Ericka Costa dell’Università degli Studi di Trento
In che modo economia, ambiente e società dialogano tra loro in maniera concreta? Come studiare economia oggi permetterà ai più giovani di migliorare il mondo di domani? Cosa lega le complesse scritture contabili e ciò che succede ogni giorno?
Il seminario “Il bilancio di sostenibilità e le recenti normative europee”, tenuto dalla professoressa Ericka Costa dell’Università di Trento nelle scorse settimane, aveva proprio l’obiettivo di rispondere ad alcune di queste domande e di mostrare agli studenti di IV e V il filo sottile che lega le scelte aziendali, la sostenibilità e la rendicontazione degli impatti di un’impresa, attraverso strumenti come il bilancio sociale.

Ericka Costa è una figura di rilievo per il settore della ricerca in campo economico a livello nazionale e internazionale: è professore ordinario di contabilità ed economia aziendale presso l’Università degli Studi di Trento, oltre a essere membro di diverse associazioni, comitati scientifici e organi di ricerca, come il CSEAR (Centre for Social and Environmental Accounting Research con sede in Scozia) dove, dal 2013, rappresenta anche l’Italia come International Associate. Si dedica alla ricerca nel campo della contabilità, in particolare nel settore del no profit e della responsabilità sociale, e questo la rende una personalità di spicco per fornire un punto di vista efficace e valido agli studenti in aula, oltre a trasmettere concetti complessi attraverso esempi tangibili e contemporanei.
Quanto è importante per gli studenti riuscire a legare concetti tipici della contabilità con temi che per loro sono importanti e che sentono vicini a livello generazionale, come l’ambiente?
“È importante perché ora vedono questi aspetti come scollegati, ma attraverso esempi ed esperimenti possono comprendere quanto siano strettamente legati. Possono osservare come il nostro sistema lavori per ridurre al minimo i costi e come, con le nostre scelte, possiamo fare la differenza. Se avessimo la possibilità, saremmo disposti a pagare qualche euro in più per compensare il nostro impatto? E se questa somma fosse regolamentata e investita in un sistema sostenibile e ben strutturato, accetteremmo di versarla?

Non ho avuto il tempo di approfondire con i ragazzi tutti gli impatti ambientali del sistema e-commerce, ma sono devastanti! I furgoncini fanno avanti e indietro senza sosta, consegnando pacchi ovunque, spesso ritirandoli e rispedendoli ancora. Le ricerche servono proprio a questo: ci sono analisi che dimostrano cosa è davvero sostenibile e cosa no. E se Black Friday significasse non comprare online per un giorno? Se per 24 ore nessuno al mondo acquistasse su internet? L’impatto economico sarebbe enorme, ma avrebbe anche importanti conseguenze sociali.
Oggi il pianeta fatica sempre più a sostenerci e gli effetti si fanno sentire. Le assicurazioni, ad esempio, non coprono più danni ambientali di grande entità. Pensiamo all’agricoltura: i danni causati dalle grandinate ricadono interamente sui bilanci aziendali. Ed è qui che si intrecciano gli aspetti economici e sociali, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.
Un esempio concreto? Negli ultimi mesi, negli Stati Uniti, i milionari hanno potuto permettersi vigili del fuoco privati per salvare le loro case dagli incendi, mentre tutti gli altri hanno visto la propria abitazione bruciare senza poter fare nulla. Questo non è forse un chiaro collegamento tra economia, ambiente e società?”

La professoressa Costa, grazie al suo percorso, è in grado di accompagnare gli studenti a comprendere l’importanza del ruolo dell’economia nel percorso evolutivo della società.
“Credo ci sia poca consapevolezza del ruolo che l’economia ricopre nella società. Il sistema di misurazione dei fenomeni economici diventa un intermediario tra la società e le istituzioni. Questo significa che le istituzioni funzionano, sono degli organismi che agiscono e il loro operare ha degli impatti sulla società. Oggi questi impatti vengono chiamati sostenibilità e molto spesso quando ne parliamo ci riferiamo agli aspetti più ambientali. In realtà il modo con il quale le istituzioni operano, il loro funzionamento, e quindi come noi misuriamo i fenomeni, come li rendicontiamo, tutto questo ha un impatto sull’economia, sulla “sostenibilità”.
Quindi l’economia, come scienza che studia i fenomeni di interazione tra le istituzioni e la società, può avere un ruolo nel tipo di società che noi vogliamo in futuro. E ritengo che gli studenti si renderanno conto sempre di più del legame tra aspetti economici e ricadute sociali quando andranno in azienda a lavorare”.

Cosa, dal suo punto di vista, spetta fare a questi ragazzi per innescare quel meccanismo di cambiamento di cui ci ha parlato?
“Devono essere curiosi e mantenere la voglia di poter cambiare qualcosa, non essere assuefatti e passivi rispetto a ciò che vedono intorno, non devono lasciarsi scoraggiare. Tutti noi potremmo fare qualcosa per migliorare, sia nei comportamenti nei confronti dell’ambiente che dal punto di vista sociale. Quanto più riusciranno a essere consapevoli nei comportamenti, tanto più lo saranno nei loro ruoli aziendali. I giovani possono provare a portare questo cambiamento dentro le organizzazioni perché tra vent’anni saranno loro a decidere, se non altro perché saranno considerati gli “anziani” dell’azienda. Quindi se coltivano la curiosità e la voglia di cambiare i modelli economici che abbiamo, ci sono delle alternative! Io sono convinta del cambiamento che ognuno di noi può portare, no?”.
Environmental, Social e Governance sono i tre pilastri che riassumono in un acronimo sempre più popolare quanto illustrato proprio dalla professoressa Costa: le organizzazioni e le istituzioni oggi non possono prescindere, anche a livello economico, da questi fattori che ne influenzano le performance e gli obiettivi di business e soltanto i giovani di oggi, professionisti di domani, potranno pilotare con consapevolezza le aziende verso il progresso.
Ufficio Comunicazione, Liceo Artistico Foppa e Istituto Piamarta